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La Marsica ed I Parchi

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Prosciugamento del lago 'FUCINO', la storia (tratta da sito ITIS)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Marsica LIVE

"nec sine marsis nec contra marsos"

I Parchi

In Italia vi sono 22 parchi nazionali che complessivamente coprono oltre un milione e mezzo di ettari, pari al 5 % circa del territorio nazionale. Il parco nazionale integra e completa la salvaguardia operata dai parchi regionali, e viceversa, occupandosi di territori alquanto vasti (almeno per la realtà italiana) e coinvolgendo diverse decine di Comuni. Oltre alla pianificazione e alla vigilanza dunque, il parco nazionale deve esaltare la sua missione di strumento di collegamento e valorizzazione delle realtà locali che devono trovare nella bellezza del territorio su cui abitano, l'elemento di coesione, la risorsa chiave del loro sviluppo.
Parchi e riserve naturali nella Marsica
Il territorio della marsica, è ricco di Parchi e riserve naturali, troviamo a Sud il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, a Sud-Ovest la Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, ad est il Parco regionale naturale del Sirente - Velino, a Nord-Est la Riserva naturale Monte Velino, ad Ovest la Riserva naturale guidata Monte Salviano.
Mammifero tipico di molti di questi parchi è l'orso bruno marsicano, sottospecie endemica della Marsica.

 

orso

Ursus  marsicanus

Il Parco nazionale d'Abruzzo fu inaugurato a Pescasseroli il 9 settembre 1922, mentre l'Ente Parco fu istituito il 25 novembre 1921 con direttorio provvisorio.
È compreso per la maggior parte (3/4 circa) nella provincia dell'Aquila in Abruzzo e per il rimanente in quella di Frosinone nel Lazio ed in quella di Isernia nel Molise. La direzione del parco è a Pescasseroli (AQ).
Il Parco nazionale d'Abruzzo, insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso è il più antico parco d'Italia noto a livello nazionale per il ruolo avuto nella conservazione di alcune tra le specie faunistiche italiane più importanti,come il lupo,il camoscio d'Abruzzo e  l’ orso bruno marsicano , nonché per le prime e numerose iniziative per la modernizzazione e la diffusione localizzata dell'ambientalismo.
È ricoperto da boschi di faggio per circa due terzi della sua superficie. Si estende prevalentemente in territorio montano e pastorale.                           
                                  Il primo parco d'Italia

parco
Parco Nazionale d'Abruzzo

Con Erminio Sipari, i primi ad accogliere la proposta della realizzazione di un Parco Nazionale in Italia furono il botanico Pietro Romualdo Pirotta e l'associazione bolognese "Pro Montibus et Sylvis". Lo studioso e l'associazione notavano la concentrazione di specie appenniniche e la varietà di habitat di interesse nazionale nella Marsica,così avanzarono la prima proposta del 1914 di un grande parco esteso dall'alveo del Fucino a Castel di Sangro, dal fiume Liri alle pendici della Majella. I costi eccessivi della realizzazione e del mantenimento fecero fallire l'iniziativa, che però fu ripresa in un secondo momento.
Erminio Sipari e la Pro Montibus avviarono la gestione protetta di un piccolo fazzoletto di terra dei comuni di Civitella Alfedena e Opi nella zona della Camosciara.
Le popolazioni dell'Alto Sangro hanno da sempre dovuto adattare i loro usi ad un paesaggio ostico: isolamento e secoli di carenza di infrastrutture e vie di comunicazione. Alcuni villaggi del parco sperimentarono la prima vera e propria forma di urbanizzazione solo a seguito del Terremoto di Avezzano; considerati i danni subiti dai nuclei urbani storici, furono ricostruite abitazioni provvisorie su cui poi si svilupparono gli edifici moderni e i servizi.
Prima del 1915 l'economia strettamente pastorale della zona aveva modellato non solo le montagne e il paesaggio rurale, ma anche l'assetto e le forme dei centri urbani: essi non si sviluppavano attorno ai castelli medievali, su speroni rocciosi difensivi o su ruderi romani come nei circondari vicini; la marginalità del posto teneva lontano invasori e conquistatori. Così i villaggi crebbero senza forma, oggi li vediamo svilupparsi attorno ai palazzi signorili dei grandi proprietari terrieri e di bestiame, e sembrano riproporre l'immagine delle greggi e l'ordine pastorale dei "tesorieri del bestiame", delle terre della grande transumanza verso le Puglie.

orso bianco
Cane da pastore abruzzese, l'animale tipico della guardia alle greggi della transumanza.

 I Comuni
Il Parco interessa 25 comuni distribuiti in tre province

  1. Provincia dell'Aquila :
    1. Alfedena, Barrea, Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Opi, Ortona dei Marsi, Pescasseroli, Scanno, Villavallelonga, Villetta Barrea.
  2. Provincia di Frosinone :
    1. Alvito, Campoli Appennino, Pescosolido, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati, Vallerotonda.
  3. Provincia di Isernia :
    1. Castel San Vincenzo, Filignano, Pizzone, Rocchetta a Volturno, Scapoli.

Per una migliore amministrazione il territorio del parco è stato suddiviso nella sua gestione nel 1987 in quattro differenti settori di protezione:

ZONA A - Riserva integrale: ricadono in questo provvedimento protezionistico le cime più impervie popolate dai Camosci, il fondovalle dello Scerto e del torrente Fondillo, ma anche porzioni di faggete nei comuni di Villetta Barrea e Pescasseroli. L'accesso è interdetto o severamente regolamentato.

ZONA B - Riserva generale: i territori in cui la presenza umana è sempre stata storicamente costante sono allo stesso modo protetti dai vincoli della riserva generale, che regolamentano l'accesso motorizzato, il prelievo di legname e di prodotti del sottobosco. L'escursionismo è libero.

ZONA C - Protezione: l'area, prevalentemente estesa nel fondovalle del Sangro, è quel territorio intorno ai centri abitati tradizionalmente dedicato alle attività agricole e all'uso privato delle risorse naturali.

ZONA D - Sviluppo: i centri urbani inglobati nel perimetro del parco dopo i vari ampliamenti gestiscono in quest'area i piani regolatori dello sviluppo edilizio in collaborazione con il Parco che qui promuove le attività ricettive e di orientamento del flusso turistico.
La più comoda località d'accesso è il paese di Pescasseroli (AQ), insieme ai centri minori dell' Alto Sangro, cuore dell'area protetta. Il parco divide il suo territorio in diversi settori turistici per le relazioni con i visitatori e le promozioni editoriali: il settore Val Comino in provincia di Frosinone, il settore Mainarde in provincia di Isernia e il settore Marsica Fucense che comprende i comuni del parco ricandenti nello spartiaque dell'alveo del Fucino.